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7 giu 2016

La fede

Se non è fondata sul proprio giudizio e sulla propria esperienza, la fede ha poco valore. Con la sola fede non si ottiene nulla: è la consapevolezza del proprio merito a renderci liberi. Non dobbiamo diventare credenti, bensì sapienti.

Le dieci catene che ti tengono legato al Samsara.

Cosa sono le dieci catene?

1- La falsa idea, secondo la quale l’Io o l’anima sia immortale.

2- Il dubbio che non esistano un ordine morale del mondo e una via alla redenzione.

3- La falsa idea, secondo la quale pratiche religiose esteriori, preghiere, sacrifici, ascolto di prediche, adorazione di reliquie, pellegrinaggi e altri, simili riti, portano alla redenzione.

4- I piaceri dei sensi.

5- L’odio.

6- L’amore per la vita.

7- L’aspirazione a un’esistenza futura, in cielo o in paradiso.

8- La superbia.

9- L’orgoglio.

10- L’ignoranza.

30 mag 2016

I tre tipi di risveglio

"C’è un insegnamento riguardo ai tre tipi di risveglio:

  •  risveglio dal sogno dopo un sonno normale,
  •  risveglio alla morte dal sogno della vita,
  •  risveglio nella piena illuminazione dal sogno della delusione.
 Questi insegnamenti dicono che, quando moriamo, è come se ci svegliassimo da un lunghissimo sogno."


 (da "Se il mondo ti crolla addosso (Universale economica. Oriente)" di Pema Chödrön, R. Gerola)

27 mag 2016

Bhaddekaratta Sutta

Da: Zen in the city

DISCORSO SUL MODO MIGLIORE PER VIVERE SOLI (BHADDEKARATTA SUTTA)






Ho udito queste parole del Buddha una volta che il Signore dimorava nel monastero del boschetto di Jeta, nei pressi della città di Sàvatthi. Chiamò a sé tutti i monaci e li istruì: “Monaci!”
E i monaci risposero: “Siamo qui”.
Il Beato esordì: “Vi insegnerò cosa si intende quando si dice cono­scere il modo migliore per vivere soli’. Comincerò con i tratti essenziali dell’insegnamento e poi vi darò una spiegazione dettagliata. Monaci, vi invito ad ascoltare con attenzione”.
“Beato, ti ascoltiamo”.
Il Buddha insegnò:
“Non inseguite il passato.
Non perdetevi nel futuro.
Il passato non c’è più;
il futuro non è ancora arrivato.
Osservando a fondo la vita così com’è
proprio qui e ora,
il praticante dimora
nella stabilità e nella libertà.
Dobbiamo essere diligenti oggi,
domani sarebbe troppo tardi:
la morte arriva inaspettata.
Come si può scendere a patti con essa?
Il saggio chiama una persona
che dimora nella presenza mentale
notte e giorno
“colui che conosce il modo migliore per vivere solo”.
Monaci, che cosa significa “inseguire il passato”? Quando uno con­sidera come era il suo corpo in passato, come erano le sue sensazioni in passato, come erano le sue percezioni in passato, come erano le sue for­mazioni mentali in passato, come era la sua coscienza in passato, quando considera queste cose e la sua mente è oppressa e attaccata a queste cose che appartengono al passato, allora quella persona insegue il passato.
Monaci, che cosa significa “non inseguire il passato”? Quando uno considera come era il suo corpo in passato, come erano le sue sensazio­ni in passato, come erano le sue percezioni in passato, come erano le sue formazioni mentali in passato, come era la sua coscienza in passato, quando considera queste cose ma la sua mente non si attacca a queste cose che appartengono al passato e non ne è resa schiava, allora quella persona non insegue il passato.
Monaci, che cosa significa “perdersi nel futuro”? Quando uno con­sidera come sarà il suo corpo in futuro, come saranno le sue sensazioni in futuro, come saranno le sue percezioni in futuro, come saranno le sue formazioni mentali in futuro, come sarà la sua coscienza in futuro, quando considera queste cose e la sua mente è oppressa e fa sogni a oc­chi aperti su queste cose che appartengono al futuro, allora quella per­sona si sta perdendo nel futuro.
Monaci, che cosa significa “non perdersi nel futuro”? Quando uno considera come sarà il suo corpo in futuro, come saranno le sue sensa­zioni in futuro, come saranno le sue percezioni in futuro, come saranno le sue formazioni mentali in futuro, come sarà la sua coscienza in futu­ro, quando considera queste cose ma la sua mente non è oppressa e non fa sogni a occhi aperti su queste cose che appartengono al futuro, allora quella persona non si sta perdendo nel futuro.
Monaci, che cosa significa “essere sopraffatti dal presente”? Se qual­cuno non studia e non impara nulla del Risvegliato o dei suoi insegna­menti di amore e comprensione, o della sua comunità che vive in ar­monia e consapevolezza; se quella persona non sa nulla dei nobili inse­gnanti e dei loro insegnamenti, non pratica quegli insegnamenti e pen­sa: “Questo corpo è me; io sono questo corpo. Queste sensazioni sono me; io sono queste sensazioni. Questa percezione è me; io sono questa percezione. Questa formazione mentale è me; io sono questa formazio­ne mentale. Questa coscienza è me; io sono questa coscienza”, allora quella persona si sta lasciando sopraffare dal presente.
Monaci, che cosa significa “non lasciarsi sopraffare dal presente”? Quando uno studia e sa qualcosa del Risvegliato, dei suoi insegnamen­ti di amore e comprensione, della sua comunità che vive in armonia e consapevolezza; se quella persona conosce i nobili insegnanti e i loro insegnamenti, pratica quegli insegnamenti e non pensa: “Questo corpo è me; io sono questo corpo. Queste sensazioni sono me; io sono queste sensazioni. Questa percezione è me; io sono questa percezione. Questa formazione mentale è me; io sono questa formazione mentale. Questa coscienza è me; io sono questa coscienza”, allora quella persona non si sta lasciando sopraffare dal presente.
Monaci, vi ho presentato il riassunto e la spiegazione dettagliata sul modo migliore per vivere soli”.
Così il Buddha insegnò e i monaci gioirono nel mettere in pratica i suoi insegnamenti.
Bhaddekaratta Sutta, Majjhima Nikaya 131
Traduzione da Canti e recitazioni di Plum Village, Nobile, 2000.

Nota sull’espressione “vivere soli”

La traduzione del titolo di questo sutra è stata oggetto di ampia discussione, dal momento che l’espressione “vivere soli” può facilmente prestarsi a equivoci. SecondoDiana Petech, insegnante  di Dharma della tradizione di Thich Nhat Hanh (“Thay”), “vivere soli” è solo una delle tante possibili traduzioni. Ecco cosa dice in una email inviata a un gruppo di discussione:
Nel Canone Pali sono due i sutra che hanno più o meno lo stesso contenuto – e Thay li ha voluti riportare tutti e due nel Canto del cuore: – il Bhaddekaratta sutta  e ilTheranamo sutta. Il Theranamo parla appunto di quel monaco di nome Thera che amava tanto vivere solo. Per analogia, sulla base del Theranamo si è tradotto con “soli” anche l’ “ek” contenuto nel titolo del Bhaddekaratta (ek in sanscrito e in Pali significa “uno”), ma quella è solo una delle tante possibili traduzioni.
Su questo titolo misterioso ci si è molto interrogati, si è molto studiato e molto scritto; chi è interessato veda il corposo studio di Bhikkhu Nanananda, in inglese).
Il commento di Thay, innovativo, in cui lui nel Bhaddekaratta legge “soli” come “unificati nel qui e ora” è contenuto nel discorso di Dharma Finding our True Hometenuto al Deer Park il 12 ottobre 2013 (all’inizio, fino a 17’35”). Qui Thay considera che quando ci perdiamo nel passato o nel futuro è come se in noi ci fossero due persone, una che resta col corpo nel presente e una seconda che si sposta con la mente nel passato o nel futuro, appunto.
[La foto è di Dalibor Tomic]

Punti significativi della dottrina originaria del Buddha

"Sono questi i punti significativi della dottrina originaria del Buddha:

1. le quattro verità;
2. la legge della produzione condizionata;
3. il sentiero etico in otto fasi;
4. la concezione del samsàra e del nirvàna;
5. l’insufficienza di ogni dottrina, quindi dello stesso buddhismo, qualora assunta come un referente dogmatico." 


(da "La filosofia indiana (eNewton Il Sapere)" di Leonardo Vittorio Arena)

Nobile silenzio

"Accanto a questa parte «costruttiva», esiste una parte «distruttiva» dell’insegnamento del Buddha, non meno significativa. Ai discepoli che insistevano a porgli questioni metafisiche, l’Illuminato replicava con un «nobile silenzio». In effetti, si limitava a comunicare le nozioni utili ai fini della liberazione. È un importante monito alle filosofie e alla razionalità concettuale. Buddha si dichiarava «libero dalle opinioni» (Majjhima nikàya, 77). Non è certo con la riflessione speculativa che si potrà raggiungere il nirvàna, cioè l’interruzione del «ciclo delle nascite e delle morti» (samsàra)." 


(da "La filosofia indiana (eNewton Il Sapere)" di Leonardo Vittorio Arena)

Ottuplice sentiero

"Per sollecitare i suoi discepoli alla produzione della consapevolezza autentica, e pervenire incontro alle esigenze di quelli immaturi o meno accorti, Buddha enunciò le otto fasi di un percorso etico ottimale. 1. Retta visione. La realtà dev’essere vista come un flusso costante, in cui niente permane. È la condizione mentale preliminare all’addestramento. 2. Retto scopo. Ogni azione deve corrispondere a una finalità etica prestabilita, in modo da risultare in armonia con tutti. 3. Retta parola. L’adepto sarà sempre sincero con il prossimo, astenendosi dalle critiche inutili. 4. Retta azione. Ovvero: assoluta correttezza nell’operato, nell’eliminazione di qualsiasi tendenza egoistica. 5. Retto modo di sostentarsi. Verrà scelta un’occupazione lecita, che non rechi alcun danno alle creature. 6. Retto sforzo. Ogni attività quotidiana dovrà essere svolta cercando di dare il meglio di sé, attraverso un perfetto controllo delle passioni. 7. Retta concentrazione. Si imparerà a concentrarsi su un oggetto, un punto o un’attività, al fine di esercitare l’attenzione e attingere la conoscenza intuitiva. È la condizione preliminare, parzialmente mutuata dallo Yoga, alla fase successiva. 8. Retto raccoglimento interiore (samàdhi). Il termine è prelevato dallo Yoga, e allude a una pratica meditativa impeccabile, condotta con estrema consapevolezza e nel totale dominio di se stessi." (da "La filosofia indiana (eNewton Il Sapere)" di Leonardo Vittorio Arena)

Buddismo in 4 parole

Buddha si decise finalmente a divulgare la sua dottrina, cioè il proprio training personale. E lo fece al Parco delle Gazzelle, nel suo celebre Sermone di Benares. La teoria delle «quattro nobili verità» è il fondamento del discorso. Si tratta delle seguenti: 1. la vita è piena di dolore; 2. la sete di esistere è l’origine del dolore; 3. la sete di esistere può essere soppressa; 4. esiste un cammino, in varie fasi, che permette di estinguere la sete. Buddha non è pessimista: egli ammette che l’esistenza è caratterizzata dal dolore, ma proclama, nel contempo, la possibilità di estinguerlo. Formula così una diagnosi della malattia, imputandone le cause ai desideri e alle passioni, per poi prescriverne la terapia, vale a dire l’etica, opportuna. Colui che si attacca all’esistenza, è vittima della sofferenza. Egli invece si dovrebbe rendere conto della costante transitorietà delle cose, per cui niente sussiste in eterno. È una trasformazione della mentalità, l’adozione di una nuova consapevolezza che dovremmo coltivare, se vogliamo accogliere i suggerimenti di Buddha." (da "La filosofia indiana (eNewton Il Sapere)" di Leonardo Vittorio Arena)

13 feb 2009

Amare se stessi




Amare se stessi

Amarsi è fondamentale per avere successo nella vita: nelle relazioni, nel lavoro, negli affari.
Vi illustrerò alcune tecniche per imparare ad amare se stessi sperando di potermi aiutare a migliorare la vostra autostima.


9 MODI PER IMPARARE AD AMARSI


1. NON CRITICARTI!

Non farlo MAI, per nessun motivo. La critica NON è mai costruttiva, non migliorerai di certo ripetendoti di essere 'stupido', 'sciocco', 'incapace'. Ricorda che l'inconscio non è in grado di discernere l'ironia dalla verità, e soprattutto non è capaci di mettere fine a quanto tu gli hai già comunicato più volte. Immagina la tua mente come un computer nel quale immetti informazioni, quando lo apri cosa vi trovi? Esattamente quello che vi hai messo. Comincia a pensare a te in termini di APPROVAZIONE. Ricorda che ogni giorno fa la differenza: puoi cambiare in qualunque momento, la responsabilità è tua e per farlo occorre che tu smetta immediatamente di criticarti. Sostituisci perciò la critica con l'approvazione. Trova tutte le occasioni possibili ad ogni azione che fai per ripeterti: «Bravo! Ce l'hai fatta!» - «Fantastico, sei proprio in gamba!» - «Ehi, ma sei proprio creativo!»


2. ELIMINA LA PAURA DALLA TUA VITA.

Il pensiero crea la tua realtà: se emetti continuamente pensieri di paura, la paura sarà il risultato della tua vita. Ricorda che ogni cosa che accade ha lo scopo di portarti un insegnamento, ogni avvenimento è perfetto per la tua crescita. Scegli di eliminare la paura e sostituiscila con pensieri positivi e realizzativi. Immaginati sempre il MEGLIO e immaginalo come se già fosse accaduto. Pensa spesso a cose che ti piacerebbe realizzare (abbandonati alla fantasia più sfrenata) e pensale il più dettagliatamente possibile come già realizzate. Ricorda che il tuo pensiero è creativo e ciò che pensi si realizzerà sicuramente.


3. SII PAZIENTE!

La pazienza è la base di questo cammino. Se hai impiegato anni ad essere quello che sei, puoi permetterti di aspettare il tempo necessario ad effettuare i giusti cambiamenti. L'impazienza ti impedirebbe di imparare e di fare i passi necessari per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefisso. Ogni errore può essere corretto, ma se gli errori sono tanti il tempo necessario può essere più lungo. Quando andiamo a scuola non pretendiamo di arrivare alla laurea in pochi mesi: accettiamo di studiare alle elementari, poi alle medie, alle superiori e infine ci prepariamo per l'università. Perché nel cammino di crescita personale la strada dovrebbe essere più breve? Sii paziente con te stesso!


4. SII GENTILE CON TE STESSO!

Non avercela con te se ti scopri a pensare negativamente. E smettila di incolparti per ogni cosa che va male. Impara a rilassarti, rimani ad ascoltare una musica dolce, osserva il tuo respiro, entra in contatto con la tua Energia interiore. Respira profondamente, chiudi gli occhi e libera ogni tensione accumulata. Ad ogni inspirazione immagina di immettere aria pulita in te, aria limpida e ad ogni espirazione insieme al respiro, emetti le tossine, le paure, le tensione e ripeti mentalmente: «Sono al sicuro, mi accetto completamente»
Impara anche a rimanere in silenzio e ad affidare le tue paure all'Energia Superiore. Rimanendo in silenzio, ad ogni respiro ripeti mentalmente: «Mi voglio bene» - «Mi perdono» - «Sono innocente». Puoi farlo ovunque, alla fermata del tram, in ufficio, in casa. Prendi l'abitudine di farlo spesso, soprattutto ogni qual volta senti che alla tua mente arrivano pensieri negativi o di rabbia.


5. IMPARA AD APPREZZARTI

Parti dal presupposto che sei parte dell'universo, se ti disapprovi sminuisci l'Intelligenza Infinita. Ripetiti spesso che sei una persona meravigliosa, ma non limitarti ad una sola ripetizione, fanne mille al giorno e di più se è necessario. Scrivi un elenco di qualità che apprezzi in te. Pensa a te stesso come ad un essere armonioso e gioioso. Al mattino, quando ti lavi, sorridi alla tua immagine e ad alta voce (o mentalmente) ripeti: «Sei una persona stupenda!» Gratificati per ogni cosa che fai. Impara ad accettare il bene che ti arriva, ripetiti spesso. «Io merito il meglio, già da ora!». Entra nello spirito di abbondanza.

6. IMPARA A CHIEDERE SENZA PRETENDERE!

Se ti viene difficile chiedere aiuto per via di un falso orgoglio, pensa alla frase del Vangelo: «Bussate e vi sarà aperto. Chiedete e vi sarà dato». Avere l'umiltà di chiedere l'aiuto di amici o parenti o terapeuti può farti crescere. Ma ricorda che 'chiedere' non vuol dire pretendere. Ognuno risponde come può. E soprattutto ricorda che il chiedere aiuto non ti esime dall'agire. A questo proposito ricorda la frase: «Aiutati che il Ciel ti aiuta».


7. AMA LA TUA REALTÀ

Anche se la vita che hai vissuto fino ad oggi non è stata soddisfacente, questo non vuol dire che tu non possa cambiarla. Tutti facciamo scelte sbagliate: se, tuttavia, continuiamo ad autopunirci per ciò che abbiamo fatto non concluderemo nulla di buono. Se continui ad odiare il tuo lavoro, la tua casa, la tua città o il tuo partner potrai cambiare poco nella tua vita. Indipendentemente dal tipo di situazione negativa in cui ti trovi, sappi che c'è una ragione per ciò. Il cambiamento vero inizia dall'accettazione della tua realtà attuale. Se ti trovi in una data situazione è perché puoi ricavarne qualcosa perché se non fosse così ti daresti da fare per modificarla. Chiediti perciò: «Quali sono i pro di questa situazione? E i contro?» - «Che cosa posso fare per cambiarla?» - Impara a trovare il lato umoristico delle situazioni negative che stai vivendo. Se proprio non riesci a trovarlo fai il 'pieno' di film comici.


8. CURA IL TUO CORPO.

Abbi cura del tuo corpo e del tuo abbigliamento anche quando sei in casa. Ricorda che tu sei il «miglior partner» di te stesso. Cura la tua alimentazione, privilegia i cibi crudi e un'alimentazione vegetariana. Elimina alcool e fumo. Cerca di fare movimento fisico, scegli lo sport che preferisci. Per eliminare gli schemi negativi relativi al corpo o alla linea, è di estrema utilità combinare l'esercizio fisico alla ripetizione di affermazioni positive.


9. UTILIZZA LA TECNICA DELLO SPECCHIO.

Per identificare la causa di un problema che ti impedisce di volerti bene, guardati allo specchio appena alzato e ripeti: «Ti voglio bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti felice?» Ascolta quindi la tua voce interiore: la risposta arriva sempre, anche se non necessariamente subito. Se, durante la giornata, accade qualcosa di spiacevole, mettiti di fronte a uno specchio dicendoti: «Ti voglio bene comunque.» Se succede qualcosa di meraviglioso, mettiti ugualmente di fronte allo specchio dicendo: «Grazie!» e riconoscendo quindi l'efficacia della tua azione che ti ha consentito di vivere una bella esperienza. Guardandoti allo specchio puoi inoltre perdonare sia te, sia gli altri, nonché parlare agli altri, soprattutto quando hai paura all'idea di farlo a quattr'occhi: in tal modo puoi eliminare vecchi problemi con il partner, i genitori, il capo, i bambini, il partner, dicendo tutto ciò che altrimenti non oseresti dire. .

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