13 feb 2009

Amare se stessi




Amare se stessi

Amarsi è fondamentale per avere successo nella vita: nelle relazioni, nel lavoro, negli affari.
Vi illustrerò alcune tecniche per imparare ad amare se stessi sperando di potermi aiutare a migliorare la vostra autostima.


9 MODI PER IMPARARE AD AMARSI


1. NON CRITICARTI!

Non farlo MAI, per nessun motivo. La critica NON è mai costruttiva, non migliorerai di certo ripetendoti di essere 'stupido', 'sciocco', 'incapace'. Ricorda che l'inconscio non è in grado di discernere l'ironia dalla verità, e soprattutto non è capaci di mettere fine a quanto tu gli hai già comunicato più volte. Immagina la tua mente come un computer nel quale immetti informazioni, quando lo apri cosa vi trovi? Esattamente quello che vi hai messo. Comincia a pensare a te in termini di APPROVAZIONE. Ricorda che ogni giorno fa la differenza: puoi cambiare in qualunque momento, la responsabilità è tua e per farlo occorre che tu smetta immediatamente di criticarti. Sostituisci perciò la critica con l'approvazione. Trova tutte le occasioni possibili ad ogni azione che fai per ripeterti: «Bravo! Ce l'hai fatta!» - «Fantastico, sei proprio in gamba!» - «Ehi, ma sei proprio creativo!»


2. ELIMINA LA PAURA DALLA TUA VITA.

Il pensiero crea la tua realtà: se emetti continuamente pensieri di paura, la paura sarà il risultato della tua vita. Ricorda che ogni cosa che accade ha lo scopo di portarti un insegnamento, ogni avvenimento è perfetto per la tua crescita. Scegli di eliminare la paura e sostituiscila con pensieri positivi e realizzativi. Immaginati sempre il MEGLIO e immaginalo come se già fosse accaduto. Pensa spesso a cose che ti piacerebbe realizzare (abbandonati alla fantasia più sfrenata) e pensale il più dettagliatamente possibile come già realizzate. Ricorda che il tuo pensiero è creativo e ciò che pensi si realizzerà sicuramente.


3. SII PAZIENTE!

La pazienza è la base di questo cammino. Se hai impiegato anni ad essere quello che sei, puoi permetterti di aspettare il tempo necessario ad effettuare i giusti cambiamenti. L'impazienza ti impedirebbe di imparare e di fare i passi necessari per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefisso. Ogni errore può essere corretto, ma se gli errori sono tanti il tempo necessario può essere più lungo. Quando andiamo a scuola non pretendiamo di arrivare alla laurea in pochi mesi: accettiamo di studiare alle elementari, poi alle medie, alle superiori e infine ci prepariamo per l'università. Perché nel cammino di crescita personale la strada dovrebbe essere più breve? Sii paziente con te stesso!


4. SII GENTILE CON TE STESSO!

Non avercela con te se ti scopri a pensare negativamente. E smettila di incolparti per ogni cosa che va male. Impara a rilassarti, rimani ad ascoltare una musica dolce, osserva il tuo respiro, entra in contatto con la tua Energia interiore. Respira profondamente, chiudi gli occhi e libera ogni tensione accumulata. Ad ogni inspirazione immagina di immettere aria pulita in te, aria limpida e ad ogni espirazione insieme al respiro, emetti le tossine, le paure, le tensione e ripeti mentalmente: «Sono al sicuro, mi accetto completamente»
Impara anche a rimanere in silenzio e ad affidare le tue paure all'Energia Superiore. Rimanendo in silenzio, ad ogni respiro ripeti mentalmente: «Mi voglio bene» - «Mi perdono» - «Sono innocente». Puoi farlo ovunque, alla fermata del tram, in ufficio, in casa. Prendi l'abitudine di farlo spesso, soprattutto ogni qual volta senti che alla tua mente arrivano pensieri negativi o di rabbia.


5. IMPARA AD APPREZZARTI

Parti dal presupposto che sei parte dell'universo, se ti disapprovi sminuisci l'Intelligenza Infinita. Ripetiti spesso che sei una persona meravigliosa, ma non limitarti ad una sola ripetizione, fanne mille al giorno e di più se è necessario. Scrivi un elenco di qualità che apprezzi in te. Pensa a te stesso come ad un essere armonioso e gioioso. Al mattino, quando ti lavi, sorridi alla tua immagine e ad alta voce (o mentalmente) ripeti: «Sei una persona stupenda!» Gratificati per ogni cosa che fai. Impara ad accettare il bene che ti arriva, ripetiti spesso. «Io merito il meglio, già da ora!». Entra nello spirito di abbondanza.

6. IMPARA A CHIEDERE SENZA PRETENDERE!

Se ti viene difficile chiedere aiuto per via di un falso orgoglio, pensa alla frase del Vangelo: «Bussate e vi sarà aperto. Chiedete e vi sarà dato». Avere l'umiltà di chiedere l'aiuto di amici o parenti o terapeuti può farti crescere. Ma ricorda che 'chiedere' non vuol dire pretendere. Ognuno risponde come può. E soprattutto ricorda che il chiedere aiuto non ti esime dall'agire. A questo proposito ricorda la frase: «Aiutati che il Ciel ti aiuta».


7. AMA LA TUA REALTÀ

Anche se la vita che hai vissuto fino ad oggi non è stata soddisfacente, questo non vuol dire che tu non possa cambiarla. Tutti facciamo scelte sbagliate: se, tuttavia, continuiamo ad autopunirci per ciò che abbiamo fatto non concluderemo nulla di buono. Se continui ad odiare il tuo lavoro, la tua casa, la tua città o il tuo partner potrai cambiare poco nella tua vita. Indipendentemente dal tipo di situazione negativa in cui ti trovi, sappi che c'è una ragione per ciò. Il cambiamento vero inizia dall'accettazione della tua realtà attuale. Se ti trovi in una data situazione è perché puoi ricavarne qualcosa perché se non fosse così ti daresti da fare per modificarla. Chiediti perciò: «Quali sono i pro di questa situazione? E i contro?» - «Che cosa posso fare per cambiarla?» - Impara a trovare il lato umoristico delle situazioni negative che stai vivendo. Se proprio non riesci a trovarlo fai il 'pieno' di film comici.


8. CURA IL TUO CORPO.

Abbi cura del tuo corpo e del tuo abbigliamento anche quando sei in casa. Ricorda che tu sei il «miglior partner» di te stesso. Cura la tua alimentazione, privilegia i cibi crudi e un'alimentazione vegetariana. Elimina alcool e fumo. Cerca di fare movimento fisico, scegli lo sport che preferisci. Per eliminare gli schemi negativi relativi al corpo o alla linea, è di estrema utilità combinare l'esercizio fisico alla ripetizione di affermazioni positive.


9. UTILIZZA LA TECNICA DELLO SPECCHIO.

Per identificare la causa di un problema che ti impedisce di volerti bene, guardati allo specchio appena alzato e ripeti: «Ti voglio bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti felice?» Ascolta quindi la tua voce interiore: la risposta arriva sempre, anche se non necessariamente subito. Se, durante la giornata, accade qualcosa di spiacevole, mettiti di fronte a uno specchio dicendoti: «Ti voglio bene comunque.» Se succede qualcosa di meraviglioso, mettiti ugualmente di fronte allo specchio dicendo: «Grazie!» e riconoscendo quindi l'efficacia della tua azione che ti ha consentito di vivere una bella esperienza. Guardandoti allo specchio puoi inoltre perdonare sia te, sia gli altri, nonché parlare agli altri, soprattutto quando hai paura all'idea di farlo a quattr'occhi: in tal modo puoi eliminare vecchi problemi con il partner, i genitori, il capo, i bambini, il partner, dicendo tutto ciò che altrimenti non oseresti dire. .

11 feb 2009

A bicycle built for two.


Daisy, Daisy
give me your answer, do
I'm half crazy all the love of you,
It won't be a stylish marriage
I can't afford the carriage
But you'll look upon the seat
of a bicycle built for two.


Answer :

Henry, Henry, this is my answer true
i'm not crazy over the likes of you.
If you cannot afford a carriage,
forget about the marriage:
I won't be jammed, I won't be crammed
on a bicycle built for two.

23 dic 2008

Oggi ho modificato la struttura del blog: ho allargato le colonne. Si avvicina un po' a come lo vorrei io.

18 dic 2008

Che pesantezza di spirito!!!!

"Una pena
fitta al cuore
m'impedisce di sognare
........"

7 ott 2008

Dovrei pensare di più alla matrice. Nessuno potrà mai portarla via, o modificarla. E' immobile, immodificabile, anche se sempre cambia, e non è mai la stessa. Tutto cambia, anche se tutto resta sempre immutabile. Questo è Dio. Noi siamo fatti di Dio.
La morto ne ekzistas, la vita esiste, con le sue contraddizioni! Io infatti posso essere nur vivulo! Mi ne povas esti mortulo. Sono gli altri che mi vedranno mortulo. Io non mi ci vedrò mai! Sembra una stupidaggine, ma è così. Perché dunque dovremmo aver paura della morte? Tanti asseriscono, iomete superficialmente: kiam venas la morto, mi ne estas, e quando io ci sono, ne estas la morto! E' vero! Io ho sofferto molto per la perdita di mio padre, perché, erare, credevo che si fosse spezzato la fadeno che mi collegava alla vita! alla catena della vita, e che quindi io mi trovavo ad essere solo. Invece non è così: non si deve cercare la cxenon ma la bolla. Noi non siamo anelli di una catena, come sembre, ma siamo bolle, che si innalzicchiano da una matrice di base, Dio, e per qualche infinitesimo istante sembreno in parte isolate dalla materia suba, ma invece non è vero. Ne estas tiel. Noi non abbiamo energia isolata dalla matrice, ma dobbiamo sempre alimentarla con energia proveniente dalla matrice, cioè dagli altri, cosicché non abbiamo energia "nostra", ma essa deriva tutta dalla matrice. In sostanza, come dicono la Budhanaj libroj ni ne estas separati, soli, unuoj, singoli, tiel kiel mi credevo, ma tutti noi siamo parte della matrice. Perché quindi pensare che non ci siano scambi tra noi e la matrice? se noi siamo parte della matrice? E' come le nostre braccia. esse fanno parte del nostro corpo, perché prendono alimenti da esso, così come noi facciamo, e, anche se sembrano autonome, non lo sono. Esse non possono vivere sole, così come nemmeno noi lo possiamo! Noi dobbiamo sempre fare i conti con la nostra matrice, la nostra casa. E quindi perché disperarsi se un'altra bolla, a me estremamente vicina tanto che io sono derivato da questa, è stata riassorbita dalla matrice? Presto se ne genererà un'altra. E tutto sarà come prima. Presto anche la mia bolla sparirà, e al suo posto, la mia stessa energia, ne farà fiorire un'altra.
"Vedete gli uccelli dell'aria: essi non mietono e non raccolgono, non seminano e non si preoccupano. Eppure il Padre mio che è nei cieli - la matrice - si è sempre preso cura di loro!" Vedete i gigli del campo, essi non cuciono e non stirano, eppure nemmeno il Re Salomine è mai stato vestito meglio di lotro!!!!!! Noi invece cuciamo e mietiamo, ci arrabattiamo e ci preoccupiamo del domani. Soprettutto io.

24 giu 2008

Mi volus poetskribi
por fiksi emociojn
trakurantaj miajn venojn:

kontraŭpunkta muzik'
de Bach-fugo
malkaŝas en mi
pecojn de infinito.

En tiu momento
mi spiras malfinecon.

Per la majestec'
de finalakord',
ĉiu kontentiĝas,
kaj ĉeestas la tut',

en kiu mi partoprenas.

Finfine, mi hejmiĝas.
Ankaŭ al mi bezonus
ja kisojn,
ankaŭ al mi bezonus
ja karesojn.

Sed male mi iras
renkonte al nebulo
matena.

30 mag 2008

Mi estas kiel anemon'


Mi estas kiel anemon'

nemorosa

kiu okulumas

neĝoblanka

tra la verdkolor'

intensa

de l' herbejo,

kaj ondiĝas

pro ĉiu ventblovet'

alhokiĝanta

en ĝiaj verdfoliaj

puntoj.


Mi estas kiel papili'

blankega

kiu cirkaŭflugas

facile

tra l' aromplena briz'

de l' vespero,

kaj flirtas

kaj dancas

kaj revenas

ĝis, laca, ĝi sterniĝas.


Mi estas kiel sunradi'

printempa

kiu karesas

delikate

la purkora neĝborul'

kaj varmigas

apenaŭe

ĝian helbrilan korolon.


Mi estas kiel ros'

matena

kiu brilas kaj flagras


dum antaŭeniĝas

la tago.

20 mag 2008

Mi ne feliĉas
ne, mi ne feliĉas;
mia koro subpremiĝas
sub tre peza sento.

Mi ne vivas
mi ne plu vivas
ene de tiu vivo.

Ankaŭ mi volus
plezure travivi,
ĝojon elprovi
de la suno aperanta
de la birdo flugadanta
de la floro, la eta kampfloro
min raviĝanta
per sia helbrila koloro.

Ankaŭ mi volus senti
la feliĉajn paŝojn

de l' kurado tra l'herbo,
la penetreman ĝojon
altigantan ĝis la ĉielo

kaj unuiĝas al la universo.


Mi laciĝas suferi!

25 apr 2008

22 apr 2008

Aliuloj bezonas aliajn blogojn. Al mi suficxus povi skribi ene de tiu cxi blogo! Mi neniam havas tempon!

15 apr 2008

Dum gitarmelodio
frapas miajn orelojn
kaj eniras min mem,
mian animon fandiĝas
kaj mia koro gongas la tempon kurantan

sen vi!

9 apr 2008


Ĉivespere mi ne povis labori ĉar mi forgesis la pasvorton de mia kontregistrada komputilprogramo.
Morgaŭ mi revenos al mia oficejo kaj mi telefonos al mia programvendisto por ke li diros al mi mian pasvorton.

Nun mi estas atendanta ke la komputilo alŝutu la foton kiun oni vidas dekstre de ĉi tiu mesaĝo. Ĉi tiu foto estis farita en la urbo Ancona.
Ĝis.

22 feb 2008

Poesia

Quando riesco a fissare
la distesa di foglie morte
che riempe i giorni della mia vita,

Quando riesco ad appendere
il mio cuore sdrucito
alla porta di casa,

Con distacco
solo allora ti posso osservare.
Nella mia mente.

Perfetta illusione
fantasma vero
che tiranneggia i miei sogni
ed incide di sua presenza
i miei pensieri.

Con distacco
solo allora posso notare
il tuo mutevole aspetto
e le tue grazie

che io contribuisco
ad essere belle e armoniose,
con i miei migliori pensieri
di gioia e di pace.

Vieni,
non temere
sei bella e ancor più bella
sei dolce e ancor più dolce.

L'amarezza è solo l'apparenza
creata dalla mia mente
inquieta e dispettosa.

Vieni, sei bella.

22/2/2008

31 gen 2008

Mi havas koron malgajan. Mi havas doloran pinton en la meza brusto.
Mi klopodas pensi pri mia estonteco, kaj pri mia ekzistado, kaj ke mi ja estas en la spaco, sed la pinto daŭras ekzisti.
Mi devas klopodi pensadi ke mi estas mi, kaj ke ŝi estas ŝi!
Mi suferas, se mi ne devas tion fari. Kial mi suferas? Kion mi timas? ke ŝi ne plu min amos?
Jam nun ŝi eble ne plu min amas! kaj eble ŝi neniam min amis!
Kial, do, mi devas daŭrigi suferi?
Mi devas ŝangi mian sintenon! Mi devas iĝi feliĉa por mi mem! Mi estas aĵo! Kaj samtempe mi estas la tuto! Fakte ekster mi nenion ekzistas!
Mi bezonas mian spacon.
Poste mi vidos tion, kio estas en tiu ĉi spaco. Plejnune mi devas ekkonscii min pri tio: mi havas mian spacon. Mi estas aĵo. Mi okupas spacon. Mi estas tiel kiel la aliaj personoj. Mi devas pensi pri tio. Mi ne estas nenio. Mi ne estas fantomo. Mi okupas spacon!Mi devas ekkonscii min pri tio.
Mi estas persono, kun kiu la aliuloj devas alfronti si mem.

22 gen 2008

Mi amas ŝin!
Jes, mi amas ŝin!
Mia koro ne povas diri
kiel sentas sin!

Al mi mankas la spiro
kaj la pensoj plenigas
mian menson. Estas ĉiuj
pensoj de amo. Estas ĉiuj
pensoj de ĝojo.

Mia animo plenĝojas
mia koro elverŝas,
ĉiam pli elverŝas. Mi
amas ŝin!

Mi amas ŝin. La vetero
subite eklumas,
la suno neatendite
aperas, la sango
fluegas en la vejnoj.
Mi feliĉas.
Mi amas ŝin!

(22/1/2008)
Saluton, mondo! Hodiaŭ mi estas feliĉa, ankaŭ se mi ne scias la kialon. Male, ekstere pluvetas kaj la vetero estas malhela!

17 gen 2008

Concentrazione. Oggi ho un po' allentato la pressione, anche se stasera sono riuscito di più nella visualizzazione degli oggetti, e soprattutto nella concentrazione su un punto (la lancetta dell'orologio).

Non devo demordere.

16 gen 2008

Oggi non ho molto da dire. oggi alle 13,00 ho provato a stimolare l'attenzione e la concentrazione cercando di memorizzare e quindi visualizzare gli oggetti di una stanza. Disastro!! Sono riusciti a visualizzarne pochissimi. i prossimi giorni devo esercitarmi di più. Anche la lancetta dell'orologio non mi ha molto stimolato la concentrazione. Forse ero nervoso ed inquieto.
Domani devo riprovarci.

14 gen 2008

Oggi ho deciso di migliorare la mia forza di volontà in attesa degli esercizi sulla concentrazione.
Sto leggendo il libro Esercizi di concentrazione, di Mouni Sadhu.
"Quando, con la batteria scarica, cercate qualcosa a qualcuno, incontrerete un rifiuto assai più facilmente che quando parlate con il sostegno della carica dei desideri, di parole e di sentimenti repressi".
Ecco perché è bene sviluppare la volontà.
"La forza di volontà cresce proporzionalmente alla quantità di impulsi e di parole che vengono repressi in ogni momento". in quanto la forza di volontà "dipende dalla capacità di dominare i propri impulsi, i sentimenti ed il linguaggio della vita di tutti i giorni". Reprimere non vuol dire voler soffrire ad ogni costo, ma vuol dire dominare, essere padroni, decidere secondo la propria volontà, e non lasciarci cavalcare a briglia sciolta da quelle che dovrebbero essere le nostre scelte. Noi dobbiamo essere i padroni di noi stessi, e non i succubi, i sudditi di noi stessi. Noi dobbiamo essere il cavaliere, e i nostri piaceri, e pensieri, il nostro cavallo.

Da oggi, per esempio, non berrò più il vino a pranzo, ne alcun liquore, anche se mi piace e sono anni che lo bevo. Perché non solo è inutile o quasi per il mio sostentamento, ma mi fa anche male. Devo io essere succube del vino? Non posso decidere quello che devo bere?

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